Distinta caratteristica della Scuola Professionale Edile fiorentina è lo svolgimento di tutta l'attività formativa in «CANTIERE SCUOLA» dove si mira in modo particolare all’integrazione con il sistema istruzione, partendo dalla valorizzazione del lavoro come fondamento della conoscenza, grazie all’adozione del cantiere - scuola come metodologia e luogo in cui formazione e impresa diventano tutt’uno, dove la didattica si fonde con il lavoro vero e proprio. Punto fondamentale della formazione nel cantiere scuola è infatti caratterizzato da una metodologia innovativa che intreccia in modo vivo, coerente e sistematico teoria, pratica e ricerca scientifica.
La necessità di adeguare l’insegnamento alle fasi del lavoro e non viceversa, quindi l’insegnamento al lavoro e non lavoro all’insegnamento, rende pressoché impossibile l’adozione di un percorso didattico rigido , prestabilito; in più, le diverse soluzioni tecniche ed estetiche adottate dai progettisti implicano aggiornamenti e integrazioni continue rispetto al programma d’insegnamento, che rappresentano un notevole arricchimento culturale e professionale per tutti gli operatori presenti, allievi ed insegnanti. Di conseguenza, l’insegnamento di routine è quasi eliminato, e per non appesantire troppo l’allievo con queste continue innovazioni, il programma medesimo è in continua modificazione e verifica e, sia nei contenuti che nel linguaggio. Ma non è dentro i programmi che si possono giudicare i risultati più affermativi del cantiere scuola. La diversità rispetto all’insegnamento tradizionale si può cogliere nelle seguenti caratteristiche:
- Stretta interdipendenza tra teoria e pratica: ogni lavoro pratico è preceduto e seguito dalla spiegazione teorica; perfino gli obbligati richiami e ripetizioni delle elementari nozioni di base di matematica, di geometria, sono finalizzati ad un obbiettivo, che si raggiunge compiendolo. E’ una soddisfazione quando il teorema di Pitagora diventa per gli allievi uno strumento divertente; soltanto dopo si passa all’astrazione, che a quel punto non è più tale, ma è anch’essa conoscenza concreta dei molti modi con cui uno stesso problema può presentarsi
- Poiché nucleo fondamentale del programma teorico e pratico è il progetto da realizzare, ogni allievo, indipendentemente dalla fase nella quale interviene, ha una visione complessiva dell’oggetto del suo intervento, ne coglie tutto lo sviluppo, e nello stesso tempo ha la possibilità concreta di verificare ogni fase esecutiva, di chiederne spiegazione, di valutare il proprio lavoro che è la motivazione di base per svolgere al meglio la data mansione. La conoscenza degli obbiettivi, sia teorici che paratici, agevola l’impiego e il rapporto con gli insegnanti e gli istruttori, posti anch’essi nelle migliori condizioni relazionali, perché condividono gli stessi obbiettivi e sono in grado di attivare ad ogni istante la partecipazione interessata degli allievi. Proprio perché per ovvi motivi la parte pratica del cantiere-scuola è integrata con esercitazioni simulate, nel raffronto si può facilmente verificare che la situazione precedentemente descritta è difficilmente ripetibile nella simulazione.
- Tutti gli allievi sono inseriti in gruppi di lavoro, che si alternano alle varie e differenti mansioni. Essi possono provare un primo grado di autonomia, la capacità di lavorare in gruppo, e comprendere l’interdipendenza tra i gruppi, e di questo coglierne gli aspetti più positivi, come la socializzazione, il rispetto degli altri e l’aiuto reciproco. Trattandosi di un lavoro finalizzato, di un lavoro utile che deve restare, ed il cui giudizio non è lasciato al solo insegnante, l’allievo è stimolato ad eseguirlo nel migliore dei modi, sollecitando gli altri componenti del gruppo a fare altrettanto. Il lavoro fatto bene è a momenti faticoso, ma certamente piacevole e motivo d’orgoglio
- Lavorando in gruppo il giudizio che viene dato è sulla persona, e non sulla prestazione in quanto tale. L’allievo sa che viene premiata la sua volontà e serietà: la prestazione migliorerà col tempo. Questo tipo di giudizio non è fonte di frustrazioni né nei confronti degli insegnanti, né nei confronti dei compagni; lo abbiamo potuto verificare ripetutamente, e ci siamo sforzati di introdurre lo stesso concetto nelle imprese che accolgono gli allievi per lo stage.
- Il cantiere-scuola riveste grande importanza nei confronti della prevenzione, tema che negli ultimi tempi occupa sempre più spazio quando si parla dell’edilizia e di formazione in edilizia, e che è oggetto di ricerca su quali siano le metodologie migliori d’ insegnamento. Nel cantiere scuola, la prevenzione non è e non può essere una semplice “materia d’insegnamento”, essa è pratica quotidiana di lavoro; usando in continuazione le attrezzature, gli utensili, le macchine, la prevenzione è una precondizione indispensabile e non può essere trascurata in nessun momento. E ‘ vero che nel cantiere il pericolo è di per sé evidente, ma altrettanto è vero che esso si riduce al minimo se si applica rigorosamente la necessaria educazione, che nel cantiere della SPEF inizia dal primo giorno del corso. Inoltre, la scuola si occupa di sottoporre ogni allievo all’ accurata visita di idoneità per tutelarne la salute nel miglior modo possibile. Certamente, la prevenzione è anche materia d’insegnamento, ed è per questo che la SPEF vuole che diventasse un abito mentale, un modo d’essere.
- Nel rapporto con il mondo del lavoro, il cantiere-scuola ha dimostrato una grande efficacia . Per quanto riguarda la SPEF, le defezioni sono rarissime, in un settore in cui giovani che entrano senza formazione restano normalmente pochi mesi. Questo, pedagogicamente , è il riconoscimento migliore. D’altra parte, quando gli allievi mettono una bandiera sul tetto perché hanno terminato un lavoro, ciò vale più di un esame.
Questa metodologia, basata sulle tecniche del “imparare facendo”, dà all’allievo la possibilità di conoscere la responsabilità del lavoro, il rispetto delle norme di sicurezza, il confronto con il lavoro di gruppo.
Gli allievi svolgono un ruolo attivo e singolare,imparando non solo il “saper fare” ma soprattutto il”saper essere”. L’integrazione tra gli allievi, resa ancor più necessaria dalla sempre maggior presenza di ragazzi comunitari e non, viene supportata oltre dalla sensibilità degli insegnanti pratici nel fare da maestri/tutor in vero senso della parola,anche dall’attività teatrale che si pone come fine ultimo uno scopo educativo e di reciproca comprensione e rispetto e di formazione. Ogni allievo è ben integrato nel gruppo e seguito in maniera individuale dagli insegnanti in modo da raggiungere gli obiettivi previsti e limitare in questo modo il fenomeno dell’abbandono.
L’attività teatrale è paragonabile all’attività del cantiere: rivela attitudini e potenzialità, accomuna gli individui, li conduce all’aiuto reciproco, favorisce il senso sociale, armonizza tendenze diverse in un’attività che ha bisogno del contributo di tutti.